MESSAGGI DELLA MAESTRA

Benvenuti nel mio blog!!!


BUONE VACANZE!
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martedì 9 giugno 2020

UN ALTRO ANNO E' VOLATO

HI! Quando vorrete rivedere il Padlet,potrete farlo anche da qui.

Ormai il quarto anno è terminato. Rivedere parte del lavoro svolto in DAD, prima di classroom, suscita non poche emozioni ,legate a un periodo molto particolare che ha inciso sulle nostre esistenze.
Non è stato mai facile, troppi traguardi da superare in concomitanza a preoccupazioni lecite sul futuro. Oggi però possiamo dire di avercela fatta: pur se a rilento abbiamo raggiunto i nostri obiettivi,pur se affaticati abbiamo creato tanti materiali e ci siamo formati in tecnologia con un corso accelerato !!!
Sono qui oggi per dire che sono fiera e orgogliosa del mio gruppo e delle famiglie che lo hanno supportato.
Volevo dirvi solo ...GRAZIE!
Arrivederci a settembre e speriamo bene!
Made with Padlet

giovedì 15 marzo 2018

PASQUA : SU NENNERI .

SEMINA DEL GRANO USANDO VECCHIE TAZZINE COME CONTENITORE

GERMOGLI

CRESCITA

PARTICOLARE DE SU NENNERI : LA COLTURA AL BUIO CONSENTE DI OTTENERE
IL CARATTERISTICO GIALLO PAGLIERINO.





















giovedì 9 febbraio 2017

LEGGENDA DI CARNEVALE


La Leggenda del Costume di ArlecchinoC'era una volta un bambino, chiamato Arlecchino, molto povero che viveva con la sua mamma in una misera casetta.Arlecchino andava a scuola e, per carnevale, la maestra organizzò una bella festa e propose a tutti i bambini della scuola di vestirsi in maschera.I bambini accolsero l'idea con molto entusiasmo, parlavano dei loro vestiti coloratissimi e bellissimi. Soltanto Arlecchino, solo, in disparte,non partecipava all'entusiasmo generale; zitto, zitto, in un angolíno, sapeva che la sua mamma era povera e non avrebbe mai potuto comprargli un costume per quell'occasione!Ma agli altri bimbi dispiacque vedere Arlecchino tanto triste, così ciascuno di loro decise di portare alla sua mamma un pezzetto di stoffa avanzata dai loro costumi colorati. La mamma lavorò tutta la notte, cucì fra loro tutti i pezzi diversi e ne fece un abito. Al mattino Arlecchino trovò un bellissimo abito di tanti colori diversi. Cosi, alla festa della scuola fu proprio lui la maschera più bella e più festeggiata... e tutto questo grazie all'aiuto che i suoi compagni gli avevano dato.Così, la leggenda ci racconta, nacque il costume di Arlecchino.

La storia del Carnevale: dalla Preistoria ai nostri tempi.


Fin dalla preistoria maschere colorate e costumi adornati di piume e sonagli erano utilizzati dagli stregoni, per assumere aspetti terrificanti durante riti magici e propiziatori atti a scacciare gli spiriti maligni.Gli Egizi, furono i primi ad ufficializzare una tradizione carnevalesca, con feste, riti e pubbliche manifestazioni in onore della dea Iside, che presiedeva alla fertilità dei campi e simboleggiava il perpetuo rinnovo della vita. Il carnevale Greco veniva celebrato, invece, in varie riprese, tra l’inverno e la primavera, con riti e sagre in onore di Bacco, dio del vino e della vita. Le “ Grandi dionisiache “ dal tono particolarmente orgiastico, si tenevano tra il 15 marzo ed il 15 aprile, mese di Elafebolione, in Atene, e segnavano il punto culminante del lungo periodo carnevalesco.Nel mondo romano, dove si svolgevano feste in onore degli dei, possiamo più propriamente ritrovare le origini del nostro Carnevale.Nell’antica Roma i festeggiamenti in onore di Bacco, detti Baccanali, si svolgevano lungo le strade della città e prevedevano già l’uso di maschere, tra fiumi di vino e manifestazioni danzanti.C’era poi la festa di Cerere e Proserpina, che si svolgeva di notte, in cui giovani e vecchi, nobili e plebei si univano nel ritmo dei festeggiamenti.In marzo e in dicembre era la volta dei Saturnali, le feste sacre a Saturno, padre degli dei, che si svolgevano nell’arco di circa sette giorni durante i quali gli schiavi diventavano padroni e viceversa: il “Re della Festa”, eletto dal popolo, organizzava i giochi nelle piazze, e i gladiatori davano spettacolo.
Caratteristica preminente dei “ Saturnali “ era la sospensione delle leggi e delle norme che regolavano allora i rapporti umani e sociali. Donde l’erompere della gioia quasi vendicativa della plebe e degli schiavi e al condiscendenza del patriziato, che si concedevano un periodo di frenetiche vacanze di costumi e di lascivia di ogni genere. Erano giorni di esplosione di rabbia e di frenesia incontrollata, di un’esuberanza festaiola che spesso degenerava in atti di intemperanza e di dissolutezza





Con il cristianesimo questi riti pagani persero il carattere magico e rituale e rimasero semplicemente forme di divertimento popolare.La personificazione del carnevale in un essere umano o in un fantoccio risale invece, al Medioevo. Ne furono responsabili i popoli barbari che, calando nei paesi mediterranei, determinarono una sovrapposizione, o meglio una simbiosi, di usi e di costumi, assorbiti quindi dalla tradizione locale, che ne ha tramandati alcuni fino ai giorni nostri, mentre altri si sono fatalmente perduti durante il lungo ed agitato andare del tempo. Nel medioevo i giorni martedì e giovedì prima delle ceneri, detti "grassi", sii festeggiava con ricchi banchetti e ogni tipo di divertimento.Nel Rinascimento i festeggiamenti carnevaleschi entrarono anche nelle corti europee e assunsero forme più raffinate, legate anche al teatro, alla danza e alla musica.Resta ancora incerta l’etimologia della parola Carnevale: potrebbe derivare da Carnalia (feste romane in onore di Saturno, nel terzo secolo a.C.), o da carna-aval o carnevale (un invito a non mangiare carne), o ancora dal medievale “carne levare” o “carnem-laxare” (”togliere la carne” dalla dieta quotidiana, in osservanza del precetto cattolico di non mangiare carne durante i quaranta giorni di quaresima).Il Carnevale è tradizionalmente il periodo che precede la Quaresima ed è festeggiato con feste mascherate, sfilate di carri allegorici, danze.
In Italia la data ufficiale che apre la festa è il 17 gennaio, ma nei piccoli paesi della penisola e nel resto del mondo le date di apertura del carnevale sono variabili. Possono cominciare il giorno di Santo Stefano, l'Epifania, il 17 gennaio o il 2 febbraio.Gli ultimi tre giorni o il solo "Martedì grasso", che precede il mercoledì delle ceneri, primo giorno di quaresima, hanno luogo i festeggiamenti più sfrenati con giochi e balli in maschera. Il vero scopo del carnevale è la purificazione. Un particolare, infatti, unisce tutti i luoghi il giorno in cui i carri allegorici sfilano mostrando le proprie maschere e cioè il funerale di un enorme "omaccione", che altro non è che l'anno vecchio che muore e porta via con sé tutti i mali passati.



lunedì 2 gennaio 2017

LEGGENDA DI NATALE 2


QUELLA VOLTA CHE BABBO NATALE NON SI SVEGLIÒ IN TEMPO
di Thomas Matthaeus Muller
Hubert, l'anziano Babbo Natale, saltò giù dal letto: accipicchia, non si era svegliato in tempo!Era già la vigilia di Natale, e non c'era ancora nulla di pronto, nemmeno un pacchettino! Dappertutto sul pavimento erano sparse in disordine le molte letterine di Natale che il postino aveva fatto passare attraverso una fessura della porta.
Quasi contemporaneamente qualcuno busso alla porta e la renna Max, fedele assistente di Hubert, entro puntuale come ogni anno. "E che cosa faccio adesso?" si lamento Hubert. "La sveglia non ha suonato!" "Chiedi a Otto, il mago, se può fermare il tempo, cosi tu potresti procurarti ancora tutti i regali", suggerì la renna Max."Otto sa soltanto far apparire conigli dal cilindro!" brontolo arrabbiato Hubert. "E per di più soltanto bianchi!" "Allora portiamoci dietro la cassa dei travestimenti", disse la renna Max. La cassa dei travestimenti era un baule enorme e pesante, piena di vecchi costumi, fazzoletti colorati, cappelli, scarpe e scialli che Hubert, anni prima, aveva ricevuto in regalo da una compagnia teatrale.Quando la caricarono sulla slitta questa si ruppe nel mezzo. "E adesso che faccio?" si lamento Hubert. "Portiamola a mano." sbuffo la renna Max, si sfrego gli zoccoli prima di mettersi al lavoro e trasportarono la cassa cosi per tutta la strada fino in città... per fortuna era in discesa. Tutti i bambini stavano già aspettando con ansia i regali di Natale.Ma quell'anno Hubert e Max, al posto dei regali, fecero una divertente rappresentazione teatrale. E non ebbero niente in contrario quando, uno dopo l'altro, i bambini si misero anch'essi a recitare. Si narrava di un Babbo Natale stanco e arruffato... e l'inizio faceva cosi:Hubert, l'anziano Babbo Natale, salto giù dal letto ... accipicchia, non si era svegliato in tempo!

LEGGENDA DI CARNEVALE


La Leggenda del Costume di ArlecchinoC'era una volta un bambino, chiamato Arlecchino, molto povero che viveva con la sua mamma in una misera casetta.Arlecchino andava a scuola e, per carnevale, la maestra organizzò una bella festa e propose a tutti i bambini della scuola di vestirsi in maschera.I bambini accolsero l'idea con molto entusiasmo, parlavano dei loro vestiti coloratissimi e bellissimi. Soltanto Arlecchino, solo, in disparte,non partecipava all'entusiasmo generale; zitto, zitto, in un angolíno, sapeva che la sua mamma era povera e non avrebbe mai potuto comprargli un costume per quell'occasione!Ma agli altri bimbi dispiacque vedere Arlecchino tanto triste, così ciascuno di loro decise di portare alla sua mamma un pezzetto di stoffa avanzata dai loro costumi colorati. La mamma lavorò tutta la notte, cucì fra loro tutti i pezzi diversi e ne fece un abito. Al mattino Arlecchino trovò un bellissimo abito di tanti colori diversi. Cosi, alla festa della scuola fu proprio lui la maschera più bella e più festeggiata... e tutto questo grazie all'aiuto che i suoi compagni gli avevano dato.Così, la leggenda ci racconta, nacque il costume di Arlecchino.

LEGGENDA DELL'INVERNO


Piero Bargellini - La leggenda dei passeri
Una volta i passerotti abitavano nei boschi; avevano un bel vestito di piume variopinte e cantavano meravigliosamente.Venne una grossa nevicata. Il bosco restò sepolto; i campi attorno scomparvero sotto il coltrone bianco.I passerotti non avevano più da mangiare. Morivano di fame.Allora pensarono di emigrare verso il paese dove abitavano gli uomini.I primi passerotti partirono così in direzione del fumo che usciva dai camini accesi. Giunti in paese, si posero sugli arpioni delle finestre, sulle grondaie dei tetti e si misero a cantare.Gli uomini, a vedere quegli uccelli così variopinti e a sentirli così cantare, se ne invaghirono. Dettero loro la caccia. Parte ne ammazzarono, parte ne fecero prigionieri.Un solo passerotto riuscì a fuggire. Tornò al bosco tutto spaventato e disse agli altri uccelli:Il nostro bel vestito e il nostro canto melodioso attirano troppo il desiderio degli uomini. Se si vuole vivere iri pace bisogna essere più modesti. Lì per lì i passerotti del bosco protestarono. Essi non avrebbero mai rinunziato alloro vestito variopinto e al loro bel canto.Ma la fame si faceva sentire sempre più forte. O morire o rinunziare al bel vestito di piume colorate.Fu così che i passerotti mutarono aspetto. Si misero un povero vestito di piume grigie e si presentarono alla casa dell'uomo come tutti i mendicanti, facendo un solo verso: Cip, cip! - che vuoI dire: Buon dì. Buon dì! Allora l'uomo si commosse alla vista di quei poveri uccelli affamati e dette loro da mangiare.Da quel giorno i passerotti non abitarono più nel bosco, ma vissero attorno alle case degli uomini, vestiti modestamente e senza canto.

LEGGENDA DELLA BEFANA E DEI RE MAGI




La Leggenda della Befana


I Re Magi stavano andando a Betlemme per rendere omaggio al Bambino Gesù. Giunti in prossimità di una casetta decisero di fermarsi per chiedere indicazioni sulla direzione da prendere.Bussarono alla porta e venne ad aprire una vecchina. I Re Magi chiesero se sapeva la strada per andare a Betlemme perché là era nato il Salvatore. La donna che non capì dove stessero andando i Re Magi, non seppe dare loro nessuna indicazione.I Re Magi chiesero alla vecchietta di unirsi a loro, ma lei rifiutò perché aveva molto lavoro da sbrigare.Dopo che i tre Re se ne furono andati, la donna capì che aveva commesso un errore e decise di unirsi a loro per andare a trovare il Bambino Gesù. Ma nonostante li cercasse per ore ed ore non riuscì a trovarli e allora fermò ogni bambino per dargli un regalo nella speranza che questo fosse Gesù Bambino.E così ogni anno, la sera dell' Epifania lei si mette alla ricerca di Gesù e si ferma in ogni casa dove c'è un bambino per lasciare un regalo, se è stato buono, o del carbone, se invece ha fatto il cattivo.







Se vuoi salva l'immagine preferita e ingrandiscila,poi stampa e colora i Re Magi













La Befana viaggia sulla scopa sempre accompagnata dal suo gatto, scegli quello giusto, stampalo e coloralo!

La leggenda dell'albero di Natale

La leggenda dell'albero di Natale

Alla Vigilia del Natale, un ragazzo si recò nel bosco per cercare un ceppo di quercia da bruciare nel camino, così come era tradizione nel suo villaggio.Però, attardatosi, si perse durante una fitta nevicata. Per ripararsi dalla neve si rifugiò sotto l'unico albero ancora verdeggiante, in mezzo a tutte le altre piante spoglie. Quell'albero era l'abete.Il ragazzo, infreddolito e impaurito, si raggomitolò ai piedi del tronco e si addormentò. L'albero si impietosì e per meglio ripararlo abbassò i suoi rami fino a terra, quasi a formare un riparo per proteggerlo dalla neve e dal freddo.Al mattino il ragazzo fu svegliato dalle voci dei suoi compaesani che lo stavano cercando. Solo dopo aver gioito per il ritrovamento, tutti si accorsero del meraviglioso spettacolo che la natura aveva creato: la neve, posandosi sui rami dell'abete, aveva formato decorazioni scintillanti che, insieme ai tanti ghiaccioli, brillavano alla luce del sole.Così l'abete venne preso come simbolo del Natale e in tutte le case ancora oggi lo si decora e lo si illumina per ricreare lo spettacolo sfolgorante che apparve in quel bosco ai contadini, la mattina di Natale.Da allora anche gli abeti nelle foreste mantennero la caratteristica di piegare i rami verso il basso.